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Vesuvio

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Domenica 22 Novembre 2009

CICCIANO

UN BELL'ESEMPIO DI SCUOLA DEL SUD

Ogni epoca storica ed ogni società hanno espresso un tipo di scuola che ha risentito delle trasformazioni sociali, delle influenze di pensa­tori, filosofi e grandi pedagogisti che ne hanno delineato finalità e programmi. Negli ultimi de­cenni, invece, la scuola italiana è alla mercé di classi politiche che, a seconda delle loro ideolo­gie, ne stravolgono continuamente l'assetto. La scuola primaria, in particolare, è stata ripetuta-mente sottoposta a trasformazioni con una serie di leggi, decreti, circolari applicative che, di volta in volta, hanno obbligato gli addetti ai la­vori ad adattarsi, a cambiare, a rivedere il loro modo di "fare scuola" e, soprattutto riassettare l'organizzazione interna. Inoltre, le leggi che re­golano la scuola, sono il risultato di studi di eco­nomisti che devono far quadrare il bilancio dello stato. Le "manovre" delle ultime finanziarie poi, hanno provocato tagli alla scuola pubblica in ter­mini di contributi e posti di lavoro; si è verificato il più grande licenziamento della storia della no­stra repubblica, circa 50.000 insegnanti in un triennio e nessuno sembra preoccuparsene. E' palese la scelta di determinare una SCUOLA NON DI QUALITÀ' (almeno quella pubblica), una massificazione che mortifica le differenze e le capacità dei singoli che, al contrario, la scuola deve promuovere. In tutto questo, i docenti che credono nel loro lavoro cosa dovrebbero fare? Qual è il loro ruolo e la funzione della scuola oggi, visto che, l'era tecnologica che stiamo vi­vendo può offrire tutte le opportunità e gli stru­menti per imparare a leggere e a scrivere!?! Abbandonare ogni speranza, gli ideali e il sogno di FORMARE CITTADINI MIGLIORI, per­sone capaci e responsabili che un giorno dovranno guidare il loro Paese, per assecondare fini poco chiari del politico o del governo di turno? Beh, gli insegnanti o la maggioranza di essi, non ci stanno! Continuano a credere nel proprio lavoro e a svolgerlo con coscienza, de­terminazione, sacrificio e soprattutto con amore. E' ciò che fanno le docenti del 1° Circolo Didat­tico di Cicciano. La loro reazione ad una classe dirigente che vuole togliere alla scuola il "potere" di formare le giovani menti è sorprendente. Invece di piangersi addosso, si sono rimboccate le maniche e la loro risposta al governo è sotto gli occhi di tutti. Una scuola di qualità che non teme confronti, per capacità organizzative, competenze, risultati attesi. Dopo il riassetto organizzativo di inizio anno voluto dalle disposizioni più recenti, le insegnanti hanno mostrato intelligenza operativa mettendo in cantiere una serie di progetti che, in parte, rappresentano il piano dell'offerta formativa della scuola, e nuovi percorsi didattici che mirano a migliorare la crescita affettiva, sociale e culturale dei discenti. Tante le attività e le occasioni per gli alunni di cono­scere, sapere, imparare, soprattutto attraverso esperienze dirette. Un autunno ricco di eventi iniziato con la "Festa dei nonni" delle classi quarte che ha registrato un grande successo di pubblico oramai alla sua quinta edizione. Una festa importante per gli "angeli custodi" di ogni famiglia, testimoni e ponte tra passato e presente, il cui ruolo sociale oggi è riconosciuto da tutti ed è più importante che mai. A fine ottobre gli alunni delle classi prime e seconde hanno sperimentato la vendemmia nel cortile della scuola dove è stata ricostruita una vigna ed organizzato il percorso di raccolta e pigiatura dell'uva; è stato allestito, inoltre, un tavolo con tutti i frutti stagionali della nostra terra con i rami delle rispettive piante, un laboratorio sensoriale all'aperto particolarmente valido per lo studio delle scienze dei più piccoli. Il percorso dei sensi degli alunni delle classi seconde, le cui insegnanti hanno strutturato per quest'anno scolastico un piano di studio sull'alfabetizzazione emozionale, è continuato con un passeggiata
ecologica alla scoperta del bosco nella stagione autunnale. I bambini hanno potuto provare nuove emozioni in un luogo incantevole, anche
se poco conosciuto, come la foresta demaniale di Roccarainola; hanno osservato cose che altrove non si vedono, ascoltato la musica dell'aria
e del vento, gustato i frutti raccolti e cotti a scuola, hanno potuto sentire odori indimenticabili. Esperienze da cui gli alunni imparano ad amare il nostro territorio, la Natura e, soprattutto a rispettarla. Il 4 novembre, sempre al plesso Bovio, le classi quinte hanno festeggiato l'Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. I valori della pace, della giustizia e della libertà sono stati momenti di dialogo e confronto in classe, un itinerario didattico conclusosi con la rappresentazione prima nel cortile della scuola alla presenza dei familiari esibendosi con una singolare e coreografica marcia, cantando l'inno nazionale, mostrando i lavori realizzati, recitando poesie ed esprimendo messaggi di pace; infine con una sfilata per le strade cittadine insieme ad alunni di altre scuole del comune, per arrivare alla statua dei caduti a cui hanno deposto la corona di alloro. Una manifestazione sentita e commovente che, oltre a ricordare quanti hanno sacrificato la propria vita per il Paese, ha voluto ricordare l'impegno delle forze armate in Italia e nel mondo e il loro sforzo di tutelare la sicurezza internazionale. L'attività' più impegnativa di questo primo periodo dell'anno scolastico, è stata però, senza dubbio, la realizzazione del progetto "Comenius", giunto ormai alla sua quinta annualità. Tutta la scuola ha preparato l'accoglienza alla delegazione di insegnanti e dirigenti stranieri in visita nel nostro Paese per scambi culturali e approfondimenti circa i sistemi scolastici in Europa. Il gruppo, formato da rappresentanti dell'Estonia, della Spagna e della Turchia, in tutto 15, è stato ricevuto nella scuola in forma solenne, con tanto di inni dei diversi stati, sventolio di bandiere, esibizioni di canti della nostra migliore tradizione napoletana e poi poesie, frasi di amicizia nelle diverse lingue e voli di palloncini con i colori dell'Europa. Tutti, ma proprio tutti i circa cinquecento alunni hanno partecipato a questa festa bellissima con una compostezza e con la gioia di chi ha "sentito" l'importanza di quel momento e lo ha manifestato con la dovuta responsabilità. Inutile dire la mole di lavoro per l'organizzazione della loro settimana di permanenza a Cicciano, le escursioni ai siti archeologici di Pompei, visite a Napoli, Caserta, al Vesuvio, in riviera sorrentina ed altro ancora che ha visto impegnato tutto il personale della scuola, in primis il dirigente scolastico, personale amministrativo, collaboratori scolastici e tutte le insegnanti del circolo.E... scusate se è poco!

Giovanna Perni


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Cicciano Primo Circolo