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1°  CIRCOLO  DIDATTICO  DI  CICCIANO

 

TAMMURRIATA DI SANT’ANTUONO 

            Ancora una volta, i bambini del 1° Circolo Didattico di Cicciano” G. Bovio” mantengono fede al simpatico appuntamento nell’ambito dei festeggiamenti in onore di S.Antonio Abate, così come avviene da  5 anni.
            Gli alunni della IV e V classe si sono esibiti il 15 Gennaio 2010 alle ore 20,00  sul Sagrato innanzi alla chiesa di S.Antonio Abate  a Cicciano.
            L’esibizione è il risultato finale di un percorso culturale e tradizionale inerente al progetto “Tammorra e danza popolare”, iniziato nel mese di Novembre 2009, in orario extrascolastico presso la nostra Scuola.
            In tale laboratorio i bambini hanno conosciuto ed imparato il folclore popolare della “tammurriata” ballo che appartiene alla famiglia della tarantella meridionale.
            Il ballo è basato su un ritmo rigidamente binario, cioè esclusivamente in coppia (mista e non), basato sulla gestualità delle braccia e sull’uso delle “castagnette”, nacchere tradizionali napoletane, che, oltre a fornire il ritmo di base, obbliga un movimento armonioso di tutto il corpo. Il ritmo è marcato dal suono della “tammorra” che i bambini del 1° Circolo hanno imparato a suonare grazie alla collaborazione di un’esperta che ha saputo coinvolgerli con allegria e vivacità. I bambini hanno ballato e suonato con entusiasmo e coinvolgimento testimoniando la propria soddisfazione nella partecipazione a  questo appuntamento che è diventato  tradizione.
            Anche i genitori sono stati presenti numerosi alla manifestazione, dimostrando approvazione ed entusiasmo per l’iniziativa che vede coinvolti i propri figli in tradizioni locali e popolari.
            Una festa, quella di S. Antonio Abate, Sant’Antuono per i Ciccianesi, che ha radici antichissime; era un rito propiziatorio che mescolava il sacro ed il profano, simbolismo magico e religione.
 Il popolo devoto al santo, lo invocava con il fuoco, segno di purificazione e di energia vitale, che doveva annullare le sofferenze, i dolori, la rabbia, le tensioni, i malesseri sociali, ma anche l’ignoranza, il vecchio, l’abbandono.
            Il rito veniva accompagnato dai “canti a distesa” che raccontavano storie, storie semplici di gente semplice, e dalle suggestive e passionali danze sostenute dall’antico tamburo a cerchio detto tammorra.
            La tammorra è uno degli strumenti più antichi della nostra terra, un cerchio di legno con cinque cembali o “sonagli” che ne addolciscono il ritmo, costituito dalla pelle di capra o di pecora tesa da cui le dita del percussionista ricavano il suono ed il ritmo.
L’antica funzione della tammorra è apotropaica cioè di scacciare la paura ed esorcizzare i timori della vita incerta e difficile. D’altra parte, la funzione di allontanare il maligno proviene dalla notte dei tempi, quando la tammorra veniva probabilmente usata nei riti funerari.      
Oggi, abbandonate le vecchie funzioni, il vibrare del tamburo dà energia al corpo di chi suona o ascolta, è una osmosi continua, senti entrarti dentro le vibrazioni e, nel contempo è come se nascesse da dentro una energia che si propaga all’esterno. Un ritmo che sente la pulsazione del cuore e sembra quasi accompagnarlo; il suonatore rappresenta il veicolo tra la terra ed cielo, il ciclo della luna e del sole, delle stagioni e del ritmo che è armonia del tutto.
                        Dalle risonanze del cuore battente della “viva pelle” della tammorra, si crea il cerchio della vita, l’afflato sacro che ristabilisce l’equilibrio degli opposti, propizia la rinascita delle forze vitali, della buona stagione, della luce del sole e della saggezza nei cuori di buona volontà.
            La tammorra, da sempre, è stato lo strumento che ha accompagnato i momenti di convivialità, di festa, di riunione nelle corti, nelle masserie, davanti al fuoco, mangiando le cose semplici che la terra offriva.
            Il ballo e la gestualità  che ne scaturiva erano dei veri e propri messaggi d’amore, che i giovani si scambiavano. Un gioco di sguardi, di intrecci del corpo che lasciavano capire, ai più fortunati, di essere corrisposti nel sentimento. Viceversa, le movenze e gli sguardi erano tutt’altro.
            Danze, canti e musiche folkloristiche sono poi state quasi dimenticate e sostituite da altri generi. E’ stato grazie a gruppi musicali che si sono affermati nella discografia nazionale e al lavoro di artisti come Roberto De Simone che, a partire dagli anni settanta, hanno fortemente voluto diffondere, rivalutare questo genere che appartiene alla nostra cultura.
            E’ estremamente importante e soddisfacente vedere che, oggi, sono soprattutto i giovani ad avvicinarsi a queste tradizioni, riscoprendo le radici della nostra bella terra.
            Ebbene, per la Scuola Primaria del 1° Circolo Didattico “G. Bovio”, tra gli altri obiettivi che si prefigge di raggiungere con la tammurriata, c’è l’orgoglio di poter contribuire ad alimentare questo bagaglio di tradizioni, a trasmettere nelle nuove generazioni l’amore per la propria terra, per le tradizioni, la conoscenza della propria storia e cultura, ma anche a rivalutare quei valori importanti, semplici che il mondo contadino ci ha insegnato.
            Ancora una volta l’alto tenore progettuale e la prossimità con il territorio, mediante testimonianze visibili e concreti eventi culturali, fanno la differenza in termini di qualità per il Primo Circolo Didattico di Cicciano.

 

 

 

 

 

 

 

 

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