LA NOSTRA STORIA
Dal Registro degli Esami di Proscioglimento, depositato agli atti della nostra scuola risulta che il Circolo Didattico esisteva già nell’anno scolastico 1894-95.
L’idea di dotare il paese di un edificio scolastico moderno e di ampio respiro architettonico nasce in epoca fascista e si concretizza progettualmente grazie al terremoto del 23 Luglio l930, evento che interessa, tra gli altri comuni, anche Cicciano e procura lesioni gravi alla Casa palazziata( ospitante alcune classi) abitata dalle famiglie Crispo, Passariello e Simeone, rendendola inagibile. Questa casa è localizzata tra il palazzo Rescigno e la Casa a corte di Miele e Casoria.
Trascorsi alcuni anni, il podestà Ammendola decide di avviare la pratica di esproprio del rudere per creare uno sbocco ai terreni retrostanti e consentire anche un'espansione dell'edilizia privata. Così il 28 febbraio 1935, all'ing. Francescantonio Avitabile viene affidato l'incarico di redigere un progetto per la costruzione di un edificio scolastico, comprensivo non solo della sistemazione di piazza Principe Amedeo, oggi piazza Mazzini, ma anche dello sviluppo delle strade di accesso alla Scuola stessa. Questo avrebbe dovuto raggruppare finalmente tutte le classi ubicate in case fatiscenti e non sempre idonee allo scopo.
Il 1° settembre 1938 vengono individuati i terreni utili per l'edificazione della Scuola e, nel successivo gennaio 1939, i rispettivi proprietari decidono di concederli al comune.
Gli eventi bellici impongono, però, un fermo ai lavori e i bombardamenti cambiano volto a Cicciano.
Con l'avvento dell'era repubblicana riprende vigore l'esigenza di proseguire nella costruzione dell'edificio e i nuovi amministratori decidono di adottare il vecchio progetto. Con poche risorse economiche (lire 22.644.973,64) si avviano i lavori che inizialmente vengono appaltati dal Genio Civile all'impresa di Michele Sportiello, con la direzione e assistenza dell'ing. Francescantonio Avitabile, che avrebbe curato anche la contabilità, la misura finale e fornito l'assistenza al collaudo. I lavori vengono, però, interrotti dopo una perizia commissionata per effetto di una emergenza rilevata nelle strutture e nelle fondazioni e diviene necessario affidare la continuazione dei lavori all'impresa di De Luca Nicola. Successivamente il completamento dell'edificio viene affidato alle Cooperative Meridionali Consorziate.
L'11 settembre 1952 la Giunta Municipale, presieduta dal Sindaco Geremia Cavezza, con l'intervento di Arpaia Francesco, De Riggi Pasquale, Magnotti Vincenzo, Martiniello Giuseppe e Palumbo Luigi e con l'assistenza del Segretario dott. Enrico Stanzione, visto che i lavori di ricostruzione e di completamento dell'edificio scolastico sono in via di ultimazione; ritenuta la necessità di dare all'edifìcio un nome che onori la memoria di un illustre meridionalista qual è Giovanni Bovio (Trani 1841 - Napoli 1903), filosofo, pubblicista, uomo politico, professore all'Università di Napoli, deputato fra i più eloquenti del Parlamento italiano, di opinioni repubblicane, che venerò il Mazzini ed ammirò il Gioberti delibera
dare all'edificio scolastico il nome di GIOVANNI BOVIO, perché la gioventù studiosa possa ispirarsi alla figura di Lui e perpetuare nel tempo la forte tempra dell'illustre uomo, onore e vanto del Mezzogiorno d'Italia. Tale decisione ha il parere favorevole del Direttore Didattico e di tutti gli insegnanti e il 22.11.1952 del Provveditore agli Studi.
L'edificio scolastico finalmente è una realtà!
Le 20 aule, ad elevata luminosità, accolgono senza disagio l'incremento della popolazione scolastica.
Con la crescita della popolazione scolastica, con l'impegno dei Direttori e degli insegnanti si realizzano tante grandiose manifestazioni. La Scuola, così, con largo anticipo sui Decreti Delegati, si apre al territorio.
Ci piace ricordare, tra gli altri, un evento che ebbe ampio risalto sulle pagine di cronaca dei due quotidiani napoletani, Il Mattino e Roma: la celebrazione del 1° centenario dell'Unità d'Italia. Lo spettacolo - Visioni risorgimentali - in tre atti e ventuno quadri fu allestito nel cinema-teatro Verdi il 13 giugno 1961 e rese anche gli onori ai sei vincitori della gara per i migliori temi, indetta dall'Amministrazione Comunale guidata da Silverio Serpico.
Altro evento da ricordare è il Recital del 1967 che affermò una proficuo quanto valido rapporto Scuola-Famiglia e che destò grande ammirazione.
Intanto si progetta l'ampliamento della Bovio e il 22 gennaio 1967 il Ministro Giacinto Bosco, nel corso di una spettacolare manifestazione, pone la prima pietra.
Le tredici aule di nuova costruzione risolvono, dopo anni, il problema dei doppi turni.
Le calamità del novembre 1980 e del febbraio 1981 impongono un freno alla crescita della Bovio che, nel1986, viene sgomberata per consentire i lavori di una nuova ricostruzione. Gli uffici amministrativi e la Direzione Didattica trovano sistemazione nel palazzo Formichelli-Miele, mentre tutte le classi temporaneamente, in turno pomeridiano, vengono ospitate presso la Scuola Media Pascoli. Subito dopo l'amministrazione Castoria provvede ad alloggiare alcune classi nel plesso Starza e altre nel palazzo De Riggi in via Antonio De Luca.
Nel settembre 1994, a lavori ultimati, felici e contenti i bambini ritornano alla Bovio! '
E siamo entrati nel nostro tempo…….